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Comunicazioni importanti in merito al Coronavirus - AGGIORNAMENTO

Allo scopo di evitare il diffondersi del COVID-19, viste le disposizioni nazionali, regionali e provinciali per contrastare l'emergenza epidemiologica, la Caritas Diocesana di Piacenza-Bobbio informa che da sabato 14 marzo 2020, fino a successiva comuncazione, i seguenti servizi osserveranno le seguenti modalità di apertura:

 

  • Centro di ascolto e servizio borse viveri chiusi al pubblico; Per le persone che lo desiderano e per segnalare situazioni di difficoltà ed emergenze è stato attivato un PUNTO DI ASCOLTO TELEFONICO accessibile dal Lunedì al venerdì dalle ore 9,30 alle ore 12,00 al numero 34703740000

  • Accoglienza notturna Scalabrini ed Emergenza freddo Sacra Famiglia chiusi, per gli ospiti ivi accolti sono state approntate soluzioni abitative emergenziali che permettano di evitare raggruppamenti di troppe persone;

  • Servizio guardaroba chiuso;

 

  • Vetrine solidali chiuso;

 

  • Ambulatorio odontoiatrico "S.Caterina" chiuso;

 

  • Sportello Avvocato di strada chiuso;

 

  • Servizio mobilio chiuso;

 

  • Mensa della Fraternità chiusa, in alternativa dalle ore 11.30 alle ore 12,30 servizio di distribuzione di cestini alimentari per pranzo e cena, presso il Centro Il Samaritano in via Giordani, 12;

 

  • Servizio docce consentito previa prenotazione (max 5 persone al giorno) dalle 8,30 alle 10,30 in via san Vincenzo, 13.

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Riportiamo l'intervista realizzata da Laura Parmeggiani del settimanale diocesano Il Nuovo Giornale al direttore della Caritas diocesana, il diacono  Mario Idda, in merito alla situazione attuale

 

#IORESTOACASA. MA CHI UNA CASA NON CE L'HA?

 

In questi giorni di emergenza coronavirus, le misure restrittive ci chiedono di restare chiusi nelle nostre case quanto più possibile, molti si sono quindi chiesti che impatto hanno avuto queste norme sulla vita di chi è senza fissa dimora o comunque necessita di assistenza in vari ambiti.

Mario Idda, direttore della Caritas diocesana, spiega come ci si è organizzati per far fronte a questa situazione eccezionale: “Attualmente il servizio mensa funziona in questo modo: tutti i giorni, a mezzogiorno, forniamo una borsa contenente due pasti completi, pranzo e cena, a circa un centinaio di persone. La consegna avviene direttamente in strada, così da evitare gli assembramenti”.
Da sabato 14 marzo questo servizio è stato spostato da via San Vincenzo al Centro “Il Samaritano” di via Giordani in quanto gli spazi sono più ampi.
“Per facilitare ulteriormente il mantenimento delle distanze di sicurezza - dice - abbiamo anche allestito, a terra e sul marciapiede, un apposito percorso, dove gli utenti vengono indirizzati anche grazie al supporto degli agenti della Polizia locale”.

Il direttore della Caritas racconta anche la doverosa attenzione che c’è stata nel tutelare salute e sicurezza dei volontari “che sono tanti e in molti casi anziani. Non ce la siamo sentita di convocarli e metterli in una situazione di potenziale rischio per la loro salute e per quella degli altri. Per la preparazione del cibo abbiamo quindi deciso di affidarci a un’azienda di servizi: attualmente è questa la soluzione più sicura per tutti”.

Un’altra questione che ha richiesto decisioni tempestive è stata quella dell’accoglienza.
Le due strutture che solitamente offrono riparo a chi è senza casa, una presso la sede di Caritas in via Giordani 21 e una per l’”emergenza freddo” nei locali della Sacra Famiglia, sono state liberate per evitare possibili contagi, anche se “per fortuna nessun ospite ha mostrato sintomi".
"Non potevamo tenere cinque o sei persone nella stessa camera - spiega il direttore Idda - , data la situazione in cui ci troviamo. Abbiamo quindi trasferito gli utenti, in tutto 14 persone, in appartamento, ognuno con la propria stanza”.

Il direttore della Caritas conclude con parole di riconoscenza e gratitudine rivolte ai volontari e agli operatori: “Solo grazie alla loro generosità e al loro cuore siamo riusciti a dare un aiuto a chi si trova in difficoltà. Sono giorni duri anche per noi, come per tutti quanti. Ci troviamo con un organico ridotto: abbiamo avuto alcuni casi di contagio, altre persone sono in quarantena... Io stesso ho avuto alcuni sintomi, ma adesso sto meglio. Gli operatori sono costantemente sotto pressione: si cerca di fare sempre attenzione, siamo in contatto quotidiano con le istituzioni per essere certi di muoverci nel modo giusto, è chiaro che quando si è di meno è ancora più complicato".
"Ai piacentini, da sempre molto sensibili verso il mondo Caritas e di cui anche in questo momento sentiamo la vicinanza - conclude Idda -, chiediamo solo di continuare a sostenerci con la preghiera”.

da: http://www.ilnuovogiornale.it/archivio-articoli/in-primo-piano/5246-iorestoacasa-ma-chi-una-casa-non-ce-l-ha.html